lunedì, 03 marzo 2008

Album Consigliato

Oggi lo staff dell'Eppers-Live consiglia l'ascolto di un album :

Studentessi
degli Elio e le storie tese

Elio e le storie tese, almeno per me, son tra i più validi artisti italiani, anche a Livello tecnico. Se uno va oltre i testi demenziali e non-sense può capire la bravura di questo gruppo.
Tornano in studio dopo ben cinque anni da ;, un disco che aveva lasciato perplessi molti appassionati di musica, ma non i fan. Fra i due dischi un’intensissima attività live, tutta registrata e documentata dagli ormai famosi cd brulé, i cd “istantanei” registrati in presa diretta, messi immediatamente su supporto ottico e venduti alla fine del concerto*. E poi numerosissime attività collaterali, ovviamente. Adesso esce “Studentessi”, che sembra migliore del suo predecessore, almeno dopo i primi ascolti.

Dopo l'intro "Studentessi", tratto da un film (ma non so quale sinceramente), si passa a "Plafone", che vede la prima guest star in Antonella Ruggero. I primi due minuti della canzone sembrano presi da un album prog anni 70,veramente pezzo di bravura. Codesto pezzo parla di una inquilina di un palazzo che ama cantare sotto la doccia, ma all'improvviso si rompe la doccia, e allaga tutto. Pezzo molto carino, soprattutto per la lunga introduzione che mette in mostra la bravura tecnica del gruppo.


Un dj ci introduce "Ignudo tra i Nudisti", pezzo che parla di una coppia che è indecisa sul cosa fare. Mentre il maschio (Elio) vuole andare in una spiaggia nudista, la donna (Giorgia, seconda guest star) vuole andar in montagna. Pezzo dai toni estivi, con Elio che ha una voce che è praticamente impossibile da descrivere. Potrebbe essere il singolo dell'estate, sarebbe molto azzeccato. Dopo il pezzo, Maurizio Crozza ci dice che l'allarme dato in Cicciput riguardo la Toscana e i sassi è rientrato, anzi... "Tristezza", a dispetto dal titolo, è un pezzo dalla musica allegro. Con questo pezzo si vuole far capire che la tristezza non è un brutto sentimento, ma anzi è molto bello, e tanti l'hanno usata con ragione. Infatti ci fa notare, ad esempio, che Gino Paoli con il suo pessimismo ha fatto un intero impero (chiamato "Impero di Gino Paoli"). Finalmente in questo pezzo viene usato per la prima volta il vocoder, strumento molto caro al gruppo. L'atmosfera è molto anni 60.


"Effetto Memoria (Inverno)" è il primo di quattro momenti riservati al ricordo. In tal caso Elio si ricorda di una cosa della fanciulezza, ma per farlo, dimentica il presente. Da notare il "metodo ufficiale per ricordarsi le cose". Carla Fracci ci introduce "Heavy Samba". Classica atmosfera brasilera, sembra un autentico pezzo di samba, almeno all'inizio. Poi si fa notare che con questa lagna brasiliana non si conclude nulla, e Irene Grandi si lamenta perchè non conosce la persona davanti, e in tutto questo il pezzo diventa rock. Con il ragazzo che si lamenta del casino. Immaginatevi tutto questo nel magico mondo di Elio. Cesareo si diletta in un assolo davvero notevole, che dimostra ancora una volta la sua bravura. Dopo poco la metà della canzone, questa si ritrasforma in un versione più "soft", mentre Rocco Tanica sotto fa un coro che dal vivo penso verrà cantanto da tutti. Sicuramente uno dei pezzi che mi ha colpito di più.

        

Un pezzo (così falso da sembrare autentico) tratto da "Amici di Maria de Filippi" ci porta a "Gargaroz", il cui motivo è quello della pubblicità della Cynar con gli Elii. Qua il vocoder la fa da padrone, mentre Elio ci parla di quando gli hanno levato le Tonsille, e della grande cazzata del gelato come anestetico. Pezzo davvero carino, in pieno stile Elio. Una pubblicità di un salumiere (!!!) ci conduce "Suicidio a Sorpresa", un momento articolato in 5 movimenti (si, avete letto bene), ossia Allegro, Allegretto, Andante Con Moto, Allegro, Allegretto. Questo pezzo, con Paola Cortellesi, parla dei gruppi metal che si commercializzano troppo (un discorso che tutti i metallari almeno una volta hanno fatto). Poi si parla della famosa equazione Metal = Demonio ("Tutti sanno che ascoltando all'incontrario il bel metal/ scopriranno dei messaggi che ascoltati all'incontrario/son uguali al bel metal che avevi prima di girarli"), che ascoltando all'incontrario il black metal c'è una ventata di ottimismo. Elio poi si cimenta in un growl cantando una canzone d'amore, per dimostrare che all'incontrario è tutto pieno d'amore. Tutto questo in stile "Trio Lescano". Semplicemente Geniale

         

"Effetto Memoria (Primavera)" si illustra Elio che non si ricorda di cosa ha parlato poco fa. Claudio Bisio (in stile Celentano) ci introduce a "La Lega dell'Amore", in cui proprio lui duetta con Elio cantando di una voglia di fare un partito dedicato all'amore (dove ho ascoltato già questo discorso?), il tutto citando pezzi di Celentano. E mi raccomando aderite sennò lo diciamo alla mamma! Pezzo davvero ottimo, destinato ad entrare (con tanto ammore, ovviamente) nel cuore di noi fans... "Indiani (A Caval Donando)" ci parla dei Cowboy che vogliono farsi perdonare le proprie malefatte regalando delle cose agli Indiani. Ma questi non li accettano.
"Effetto Memoria (Estate)" vede l'ingresso di Claudio Baglioni in questa "saga", in cui ci dice i ricordi del suo futuro. "Supermassiccio" (con la telecronaca di Guido Meda) vede la Terra minacciata da un buco nero "che si mangia tutto", ignorato da tutto e tutti. Alla fine, dopo che ci ha mangiati ci ritroviamo in un mondo comandato dalle pulci. Davvero ottimo pezzo, e non svelo cosa farà il protagonista del pezzo per guadagnarsi. Una chiamata di un dipendente dell'Hollywood ci porta a "La risposta dell'Architetto", in cui il mitico Mangoni canta, ritmo di rap, e andando contro lui, i valori della sua famiglia, e la fatica del suo lavoro (dato che è davvero un Architetto). Il testo è bello, peccato che la musica non sia all'altezza. "Parco Sempione", il primo singolo, parla dell'invasione dei Fricchettoni con i bonghetti, con quella sua musica fuori tempo, e con loro che non azzeccano una nota. In realtà è tutto un pretesto per parlare di Milano e dell'amministrazione che la sta rovinando. Canzone davvero bella, tra le migliori dell'album. "Il congresso delle parti molli" è il classico pezzo non-sense nello stile del gruppo. Parla di un congresso nel nostro corpo delle parti molli (quelle inutili) che vogliono ribellarsi rispetto alle altre parti del corpo più importanti. E si scopre che alle elezioni per capire il nuovo organo più importante nel nostro organismo vince quello che fa parte del "Bucchino delle Libertà", indovinate quale? Gran pezzo, destinato a diventare un classico, ne sono certo.


"Single", come recita il libretto, è un pezzo per una trasmissione radiofonica del 1997, cantata da Feiez, membro scomparso nel 1998 del gruppo, e da Luigi Piloni, che parla di una vita di un single. Pezzo davvero ottimo, chissà se verrà cantato live.

Chiude il disco "Effetto Memoria (Autunno)", pezzo conclusivo di questa "saga", con ancora Baglioni alla voce, che ci vuole dire qualcosa, ma ha un vuoto di memoria. Ascoltate fino alle fine il pezzo!

In conclusione ci ritroviamo davanti un album davvero ottimo, che prende l'ottima eredità di "Cicciput" e la riesce a mantere integra. Un disco consigliato sia a chi è fan sfegatato del gruppo, sia a chi vuole avvicinarsi a questo gruppo per capire le sue caratteristiche.

                                     

Tracklist :

00. Intro :
Studentessi
01. Plafone
(feat. Antonella Ruggiero)
02. Ignudi fra i nudisti
(feat. Giorgia)
03. Tristezza
04. Effetto memoria [Inverno]
05. Heavy Samba
(feat. Irene Grandi)
06. Gargaroz

07. Suicidio a sorpresa: Allegretto (feat. Paola Cortellesi)
08. Suicidio a sorpresa: Allegro
(feat. Paola Cortellesi)
09. Suicidio a sorpresa: Andante con moto

10. Suicidio a sorpresa: Allegretto
(feat. Paola Cortellesi)
11.
Suicidio a sorpresa: Allegro (feat. Paola Cortellesi)
12. Effetto memoria [Primavera]

13. La lega dell'amore
(feat. Claudio Bisio)
14. Indiani (A caval donando)

15. Effetto memoria [Estate]
(feat. Claudio Baglioni)
16. Supermassiccio

17. La risposta dell'architetto

18. Parco sempione

19. Il Congresso delle parti molli

20. Single
(feat. Luigi Piloni [alias Feiez])
21. Effetto memoria [Autunno]
(feat. Claudio Baglioni)

Buon ascolto....

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Lo staff dell'Eppers-Live.


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giovedì, 17 gennaio 2008

Libro consigliato

Lo staff dell'Eppers-Live oggi consiglia la lettura di un Libro :

Io Uccido
Di Giorgio Faletti.

  
                                   

Uscito nel 2002
Il racconto è del genere thriller poliziesco, per intenderci del tipo caccia al serial killer, e lo stile narrativo è quello dei grandi romanzieri americani: Devries, Cornwell, Kricton, solo per citare quelli con più assonanza riguardo il genere di trama.


"Anche in questo siamo uguali. L'unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco. Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia. Io no. Io di notte non posso dormire, perché il mio male non    riposa mai."
"E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?"
"Io uccido…"

Con questa agghiacciante affermazione e una musica di sottofondo si chiude la telefonata che un sospetto mitomane fa a Jean-Loup Verdier, un DJ di Radio Monte Carlo, durante la gettonata trasmissione Voices.
Ma non si tratta di uno scherzo e ore dopo, quelle stesse parole, vengono ritrovate sul tavolo di una lussuosa barca, scritte col sangue di due vittime innocenti, massacrate e sfigurate.


Si apre la caccia, per dare un volto a un folle omicida che i volti li strappa alle persone che uccide.
E' freddo, colto, fisicamente forte, astuto… e va fermato.
Accusato dalla critica di aver preso spunto da situazioni già viste e lette (ed in parte è vero), non si può negare che il collage finale, creato da Faletti, sia di ottima fattura.
Dopo un inizio altalenante, a tratti anche noioso, l'autore ti catapulta in una storia adrenalinica e avvincente.
Merito di una grande capacità descrittiva, in grado di risvegliare le immagini più paurose che una mente possa partorire, di un uso virtuoso della prosa e di personaggi che per quanto stereotipati, sono ottimamente tratteggiati. Spiccano dalle pagine del romanzo come attori sullo schermo.
Un libro capace di mantenere alta l'attenzione del lettore dalla prima all'ultima pagina attraverso le intrigate, ma ben costruite, indagini di Frank Ottobre. Un giallo da "manuale" con personaggi ben caratterizzati, anche se in alcuni punti estremamente stereotipizzati, come il classico "ex agente del FBI segnato da un evento tragico" o il "serial killer dalla lucida follia", che evoca alla mente "colleghi celebri" come Hannibal Lecter
.


Chi è l’assassino e come può essere così scaltro e abile nel portare a termine i suoi orribili obiettivi e poi far perdere ogni traccia di sè? Perché di notte non può dormire?
Perché il suo male non riposa mai?
Perché uccide?

Lo scoprirete solo leggendo…




Buona Lettura.

Lo staff dell'Eppers-Live.

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sabato, 12 gennaio 2008

Album Consigliato

Oggi lo staff dell'Eppers-Live consiglia l'ascolto di un album :

Blackfield II
dei Blackfield

La collaborazione tra Steven Wilson, mente e front-man dei geniali Porcupine Tree, e il musicista israeliano Aviv Geffen, iniziata nel 2004 con la stesura del full-lenght omonimo di debutto, continua a tre anni di distanza con il secondo capitolo del progetto Blackfield.
I due compositori sembrano aver ritrovato l’equilibrio sonoro già ricercato sul precedente album, poiché Blackfield II si prospetta come un album interessantissimo già dalle sue prime note: estremamente influenzato, come il predecessore, dallo stile rilassante e meditativo dei Porcupine Tree, il disco del 2007 riesce a trasformare in emozioni le dieci canzoni di cui è formato.

Blackfield II è infatti un piacevole viaggio introspettivo, a cavallo tra Progressive/Art Rock e sperimentazioni dal sapore alternativo, che sanno ammaliare l’ascoltatore nei suoi 42 minuti di lunghezza: Wilson si dimostra come al solito artista sopra e fuori dagli schemi della musica odierna, riuscendo a conferire una freschezza assoluta ad ogni brano.
Che dire infatti di un album nel quale il termine "migliore" merita di essere ripetuto reiteratamente? Meglio arrangiato e meglio prodotto: le integrazioni degli strumenti a corde, talora un tantino melodrammatiche (Epidemic sembra un pezzo scritto come soundtrack di un film di Iñárritu), abbelliscono i brani, mentre alcuni leggeri effetti elettronici (1,000 People) arricchiscono tracce la cui essenzialità e semplicità appaiono a tratti dei difetti.
Meglio equilibrato: se in Blackfield I la parte del leone era giocata dalle composizioni depurate ed efficaci, tanto che il disco appariva a tratti un pò troppo etereo, in questo Blackfield II appaiono alcune accelerazioni ritmiche al momento opportuno: Once, Miss U.

Parimenti l'attribuzione dei ruoli sembra più riuscita su questo secondo capitolo, le parti vocali di Steven Wilson ed Aviv Geffen si incatenano in maniera più naturale, forse anche per il fatto che il primo album "riciclava" alcuni titoli del repertorio solista di Geffen, che qui sono contenuti al numero di tre: End of the World, Epidemic e 1,000 People.
Degna di considerazione appare anche l'ambientazione invernale estremamente riuscita che domina su tutto il disco: in tal senso credo che My Gift of SilenceChristenings informerà tutte le vostre feste di fine anno, oppure vi riscalderete con sorprendenti e a volte divertenti parole come in che sembra descrivere l'incontro di Steven Wilson con una pop star decaduta.
Non c'è dunque l'ombra di un possibile sbadiglio dietro l'angolo, e la sensazione di una certa forma di pienezza fa dimenticare rapidamente alcune défaillances del suo predecessore anche per la costanza del suo ideale prosecutore.

Certamente, si può sempre effettuare lo stesso confronto con l'opera del 2004 e constatare il carattere originale, meglio progressivo, dell'opera, ma assistere alla prosecuzione del progetto con tanto di tournée europea a seguire, appare comunque una eccellente notizia per gli amanti della musica ben scritta.
E quanti non vorranno intravedere in questo progetto musicale il mezzo impiegato da due artisti per toccare le corde di un pubblico pop (per Wilson) e mondiale (per Geffen) dovranno per forza di cose rispettare in silenzio la qualità incontestabile della musica che hanno composto di concerto.
Non rimane quindi che ammirare l’ennesimo prodotto di Steven Wilson, che si conferma ancora musicista fuori dal comune e rivelazione del genere sperimentale: contando sulla sua personalità e sulla sua versatilità stilistica, i Blackfield collezionano il secondo capolavoro della loro, seppur breve, carriera.

Ascoltando l’album, alcuni potranno pensare che manca di mordente, che appare simile in diverse sue sezioni, che è una banale commistione tra Radiohead, Oceansize e Porcupine Tree, ma il risultato è di gran lunga superiore alla media delle uscite Alternative/Progressive della scena post-Duemila.
             
                  

Tracklist :

01. Once
02. 1,000 People
03. Miss U
04. Christenings
05. This Killer
06. Epidemic
07. My Gift Of Silence
08. Some Day
09. Where Is My Love?
10. End Of The World

Buon ascolto....

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Lo staff dell'Eppers-Live.
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giovedì, 10 gennaio 2008

Album Consigliato

Oggi lo staff dell'Eppers-Live consiglia l'ascolto di un album :

Amused To Death
di Roger Waters

Album uscito nel 1992, dopo ben 5 anni dal suo lavoro precedente, "Radio K.A.O.S." che suscitò parecchi pareri contrastanti sopratutto riguardanti le vendite, che rappresentavano la vera pecca dell'album.
Roger Waters non ha mai superato la perdita del padre nello sbarco di Anzio e, a quasi cinquant’anni di distanza, Amused To Death inizia e si conclude con il racconto pacato e drammatico di un militare inglese della seconda guerra mondiale. Una lettura critica di Amused To Death non può prescindere dalla guerra e dalla devastazione che essa arreca nel corpo e nell’anima degli uomini. Da questa, e in un secondo momento, è poi possibile apprezzare le scelte musicali e la vena interpretativa di Waters. Il disco è una sorta di apologia dell’uomo e le sue debolezze, in cui ogni brano è essenziale per comprendere tutto il resto sia in termini di flusso musicale, sia per i singoli temi trattati.
 
 Il tema portante è l'influsso della TV sulle persone (spesso dipinte come scimmiette), il modo in cui fa di tutto uno spettacolo (la guerra per esempio, su cui insiste molto l'album), catalizza la nostra attenzione e manipola le emozioni. Si comincia con "The Ballad of Bill Hubbard ", in un'atmosfera notturna e vagamente floydiana Jeff Beck ricama dolcemente con la sua chitarra mentre la voce, in TV, di un anziano ex soldato (Alf Razzel) racconta la dolorosa storia di quando, durante la Grande Guerra, fallì nel compito di salvare un altro soldato, William Hubbard (a cui è dedicato l'album), dovendolo lasciare a morire
'in no men's land', la martoriata zona tra le due trincee nemiche.

  Il canale cambia ed ecco, a far da contrasto, la voce di un ragazzino che dice di non interessarsi alla guerra, ma che gli piace quando c'è in TV, così vede se 'i nostri' stanno vincendo o perdendo, la musica cresce ed inizia "What God Wants, part I " impreziosita da un bel assolo di J. Beck; poi "Perfect Sense ", al cui inizio doveva esserci la voce di HAL morente da '2001 Odissea nello Spazio', il cui uso è stato negato da Kubrick, nel brano partecipa anche Marv Albert (telecronista dell'NBA) inscenando una telecronaca sportiva che risulta invece essere la cronaca di un'azione militare.
I 3 brani che seguono riflettono su quanto sia facile fare una guerra e dell'ironia tenendosi fuori dalla portata del nemico, e su come i militari
mettano a tacere la coscienza pensando che stanno solo eseguendo degli ordini; in "Too Much Rope" invece l'attenzione torna a focalizzarsi sulla TV, sul suo modo di presentare le cose e sull'importanza che riveste il denaro per ogni cultura e paese: ecco che si delinea la 'trinità ' della società globalizzata: TV (media), religioni e soldi (con la guerra sempre in agguato); La ritmata "Watching TV" è il lamento (di un amico o parente immagino) per una ragazza morta in piazza Tiananmen, una martire diversa però dai molti altri martiri della storia: lei è morta sotto l'occhio delle telecamere, ed è dunque 'Half superstar half victim'.

La successiva "Three Wishes " non sembra invece in sintonia con l'album: è l'immaginario incontro con Aladino il mago della lampada, al quale Waters dimentica di chiedere che 'lei ' torni, presupposto senza il quale gli altri 3 desideri sono destinati a non dargli soddisfazione; chi sia la lei in questione non lo so, ma per gli standard di Waters questa sembra quasi una canzone d'amore...
L'album si conclude, tra atmosfere suggestive e voci prese da programmi televisivi, con due pezzi che ironizzano sui "miracoli " della globalizzazione e su come si sia ormai così assorbiti dalla TV da poter immaginare una nostra estinzione mentre ce ne stiamo tutti incollati allo schermo, la specie umana ha una naturale tendenza al proprio annichilimento e Waters non trova di meglio che far ribadire il concetto ad un alieno durante i suoi test antropologici. Un pezzo splendido che è una delle vette dell’intera produzione solista e con i Pink Floyd.
         
La qualità audio è strepitosa, la scena acustica sembra provenire dall'aria, non ci sono restrizioni sembra di essere immersi nello stage, il suono (a patto di non esagerare con i db), non infastidisce dopo un lungo ascolto.
Che dire? Un disco secondo me geniale nei testi e bello nella musica, il disco è stato sicuramente sottovalutato non tanto dalla critica quanto dal mercato, forse a causa della mancata speculazione da parte della CBS sul fatto che Waters è un ex-Pink Floyd, nome ovviamente in grado di scatenare le masse.
Un vero ed assoluto capolavoro!!!

              

Tracklist :

01. The Ballad of Bill Hubbard
02. What God Wants, part I
03. Perfect Sense, part I
04. Perfect Sense, part II
05. The Bravery of Being Out of Range
06. Late Home Tonight, part I
07. Late Home Tonight, part II
08. Too Much Rope
09. What God Wants, part II
10. What God Wants, part III
11. Watching TV
12. Three Wishes
13. It's a Miracle
14. Amused to Death

Buon ascolto....

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Lo staff dell'Eppers-Live.
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martedì, 08 gennaio 2008

Gioco consigliato

Oggi lo staff dell'Eppers-Live consiglia un Gioco per Pc :

Superbike riding challenge

                        

Genere: Simulazione
Produttore:  Milestone
Sviluppatore: Milestone
Distributore: Leader
Publicher: Black Bean
Lingua: Italiano
Versione: Pal
Giocatori: 2
Online: Non gestito
Anno: 2006

Dopo aver inaugurato le ultime due stagioni automobilistiche con SCAR ed Evolution GT, Milestone torna ad affrontare il mondo delle due ruote con cui conquistò il cuore degli appassionati grazie alla serie SBK dedicata all'omonimo campionato del mondo di motociclismo.
Super-Bikes mette a disposizione degli utenti un parco moto di tutto rispetto, con oltre 40 modelli licenziati dalle case costruttrici e realizzati seguendo le indicazioni tecniche degli ingegneri che hanno collaborato alla realizzazione del gioco. Le case che hanno partecipato alla realizzazione sono state Benelli, Cagiva, Ducati, Ghezzi Brian, Honda, Kawasaki, MV Agusta, Suzuki, Triumph, Voxen e Yamaha, una collezione completa che comprende i marchi più noti e i prodotti d'elite conosciuti per lo più dai maniaci delle due ruote.
       
Il comportamento di ogni modello in pista, grazie all'aiuto delle case costruttrici, è il più realistico mai realizzato fino a oggi, permettendo di realizzare tempi sulle piste disponibili uguali a quelli che un pilota potrebbe ottenere correndo con la stessa moto che state utilizzando.Le condizioni di guida cambiano a seconda della classe e del modello utilizzato, senza contare le differenze che possono essere causate dalle condizioni dell'asfalto se quest'ultimo è bagnato. Le reazioni fisiche delle moto sono state curate alla perfezione, con un'attenzione maniacale anche nella realizzazione dei movimenti del pilota che risponde correttamente alle sollecitazioni del mezzo e alle indicazioni agli spostamenti che indicherete durante la guida.
In Super-Bikes i 40 modelli di moto sono suddivisi in tre diverse categorie, Naked, Supersports e Superbike, che corrispondono alle medesime del mondo reale.    
L'attenzione di Milestone per la simulazione è comunque ben gestibile fin dall'inizio. Super-Bikes permette di scegliere la tipologia di competizione che volete seguire, la "carriera " e il "campionato ", potendo cambiare la vostra scelta in qualsiasi momento e seguire contemporaneamente le due modalità offerte dal gioco.
A proposito di gadget, Milestone ha siglato un accordo con Dainese, noto produttore di accessori per motociclisti, per permettere di vestire il vostro pilota con caschi, guanti e altri accessori utili per rendere più affascinante, ma al tempo stesso più professionale, il vostro alter ego sullo schermo.
La modalità Multiplayer è ben implementata e fornisce nuovi spunti per gare sempre originali: consiste soprattutto in una serie di campionati “a tema” dove saranno affrontati i diversi circuiti del gioco predefiniti, scelti in base alle caratteristiche del circuito stesso. Ci potranno essere, ad esempio, gare solo su circuiti cittadini oppure su circuiti di campagna ma anche su circuiti misti che avranno in comune l’asfalto bagnato (le cosiddette Giornate Uggiose).
            
A concludere la scelta delle modalità di gioco troviamo una gradita enciclopedia motociclistica chiamata appunto Motopedia dove sarà possibile anche ammirare i bolidi in foto ad alta risoluzione, oltre che a leggere tutte le informazioni e le statistiche di tutte le moto presenti nel gioco.
Ottimi i fondali dei circuiti e i modelli poligonali delle moto, riprodotte in modo dettagliato in ogni particolare. Buona la scelta dei colori sia per quanto riguarda le moto, sia per i tracciati (Colli Senesi ne è un esempio perfetto); un po’ sottotono i modelli poligonali dei piloti, meno curati rispetto ai restanti elementi del gioco. Anche le animazioni delle cadute lasciano un po’ a desiderare, tuttavia il lavoro svolto dai grafici di Milestone è di tutto rispetto.
Il motore grafico renderà possibili accurate animazioni, soprattutto in relazione ai sussulti e agli spostamenti del corpo del centauro. Super-Bikes Riding Challenge comprenderà tre tipi differenti di tracciati: cittadini, di campagna e ufficiali. Nel primo caso ci troveremo a gareggiare all'interno di città come Londra, Barcellona o Berlino; nel secondo tra le Alpi, in Costa Azzurra, nelle Highland Scozzesi, tra le Colline Senesi; infine, nel terzo in circuiti effettivamente esistenti come Valencia, Assen o Hockenheim.
Concludo l’aspetto prettamente tecnico del gioco con il comparto sonoro che si presenta davvero ben curato. Ottimi gli effetti sonori come il rombo del motore o il suono delle sgommate in curva; ogni moto ha il suo caratteristico suono e la differenziazione tra tutte le moto disponibili è davvero notevole. Buona anche la musica che ci accompagna nei menù o nei replay delle gare; le tracce si alternano senza annoiare e fanno buona compagnia durante tutte le azioni di gioco.       

In conclusione, si può affermare che la strada aperta da Milestone verso la simulazione perfetta delle corse motociclistiche sia tutta in discesa, visto che Super-Bikes Riding Challenge, con i dovuti accorgimenti e ritocchi, può davvero diventare un punto di riferimento per il genere racing. Nonostante il livello di difficoltà sia tendente verso l’alto, i piloti alle prime armi troveranno una sfida adatta anche a loro, visto che il gioco concede parecchie facilitazioni rinunciando, in parte, al realismo. I piloti con più esperienza potranno provare la potenza bruta di alcune moto, con un realismo quasi perfetto. Anche se i fanatici della meccanica storceranno un po’ il naso data la mancanza di un vero setup della moto, mi sento di consigliare l’acquisto del titolo a coloro che sono alla ricerca di un racing motociclistico giocabile, realistico e, senza dubbio, impegnativo.

Lo staff dell'Eppers-Live.

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domenica, 06 gennaio 2008

Libro Consigliato

Lo staff dell'Eppers-Live oggi consiglia la lettura di un Libro :

Insomnia 
Di Stephen King


                                                        

Ralph è un anziano che dopo la morte della moglie incomincia a soffrire di una misteriosa insonnia, ogni cura si rivela inutile, malgrado il problema sussiste il suo aspetto è
gradevole e non mostra segni di eccessiva stanchezza.
Scopre di riuscire a vedere scìe luminose attorno alle persone, aure colorate che si manifestano a seconda dello stato d"animo di chi incontra; confuso ne parla con la sua cara amica Lois e scopre che anche lei ha lo stesso dono, la vicenda si complica nel tentativo di aiutare la moglie del suo vicino Ed , vittima delle aggressioni del marito che ormai da diverso tempo è tormentato da strane visioni: omini calvi che con un taglio netto spezzano il filo che collega ogni individuo alla vita e lo conducono alla morte.

Anche Ralph riuscirà a vederli e ad inseguirli nel loro intento di ristabilire l"ordine sulla terra...ma non sarà così semplice, amore e morte aspettano il nostro anziano signore, la sua sensitività potrà essergli d"aiuto ma il destino non si può cambiare.
Le vite dei personaggi si intrecciano, la città è tranquilla solo in apparenza come sempre nello stile di King,la descrizione della vita di Ralph e della sua insonnia è realistica, scorrevole, il personaggio risulta a tratti tenero ma anche forte e deciso quando si tratta di aiutare il più debole, amorevole e leale verso gli amici che conosce da una vita.

Questo libro come altri, tratta l'eterna battaglia tra bene e male facendo uso di elementi addirittura epici come le tre parche e sconfinando di continuo nella sfera della metafisica. Gli spunti di riflessione presenti sono moltissimi e lo scontro tra i buoni e i cattivi è così ben descritto da far immergere nel personaggio. La trama è stupenda, molto intrecciata ma comprensibile e "seguibile " senza il minimo sforzo. I personaggi sono verosimilissimi a differenza delle vicende che sono un pò "bizzarre " ma comunque il libro è senza il benchè minimo dubbio un capolavoro che merita tutta l'attenzione possibile.

Buona Lettura.

Lo staff dell'Eppers-Live.
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sabato, 05 gennaio 2008

Album Consigliato

Oggi lo staff dell'Eppers-Live consiglia l'ascolto di un album :

In Absentia
dei Porcupine Tree

Album uscito nel 2002, con il peso di dover confermare la band dopo album di indiscusso valore (Signify, Stupid Dream e Lightbulb Sun).
La cosa più evidente è rappresentata dalle influenze metal, più marcate che in passato, e basta ascoltare l’opener “Blackest eyes ” per rendersene conto: un nervoso arpeggio che sfocia in un riff di inusitata violenza o la strumentale “Wedding nails ”, lontana dalle lente digressioni del passato. Ma è proprio quest’ultima a rappresentare uno dei punti deboli del disco, insieme alla ruffiana “Strip the soul ” e “
The creator has a mastertape". Ma il resto, signori, è un puro distillato di goduria musicale ed emozionale.

Ed ecco quindi i punti cardine del disco come la delicataLips of ashes ” dove emerge il lavoro in fase di produzione che non esito a definire mostruoso, “Trains, ballata elettroacustica che decolla nel break centrale e nel ritornello solare e avvolgente, e soprattutto la vera perla del disco, che èHeartattack in a layby: basta sentire la delicatezza con la quale vengono sfiorate le corde della chitarra per rendersi conto che ancora una volta il morbo dei Porcupine Tree si appresta a mietere nuove vittime. C’è tutto il romanticismo struggente, l’intensità, i giochi a più voci dal vago sapore psichedelico nel finale ad imprimere a questo brano l’inconfondibile marchio di fabbrica del quartetto inglese. La vena sperimentale trova pieno sfogo inGravity eyelids, con il suo lento ed inesorabile crescendo e lo strumentale centrale in bilico tra il progressive e il metal, che porta alla chiusura del brano.

A fare da contraltare a
Gravity eyelidsc’è Prodigal, più rassicurante e in linea con le passate produzioni, ma che conserva un fascino che esplode nel morbido ritornello e in un assolo finale di chitarra che mette i brividi. The sound of muzak ”, con la sua andatura rappresenta il nodo cruciale tra la classica melodia e le suggestioni di vocals filtrate. E’ il basso di Colin Edwin ad aprire le danze di .3 , che regala un sorriso estasiato ed ebete, perché è sempre una bella sensazione trovare i Porcupine Tree ai massimi livelli espressivi, così ispirati e profondi, aiutati da un’orchestra per l’esecuzione di un altro dei punti forti di In absentia, la cui chiusura è affidata aCollapse the light into earth, che calza a pennello per terminare le danze, con i suoi sussurri e il pianoforte vecchia maniera, davvero toccante.

La band di Steven Wilson completa dunque il secondo capolavoro della sua recente carriera discografica, una fonte di sensibilità inesauribile, che sa divertire ma anche commuovere l’ascoltatore, riconfermando i Porupine Tree eredi incontrastati del Progressive psichedelico odierno.

                            

Tracklist :

01. Blackest Eyes
02. Trains
03. Lips of Ashes
04. The Sound of Muzak
05. Gravity Eyelids
06. Wedding Nails
07. Prodigal
08. 3
09. The Creator Has a Mastertape
10. Heartattack in a Lay By
11. Strip the Soul
12. Collapse the Light into Earth

Buon ascolto....attendiamo commenti.

Anteprima :


Lo staff dell'Eppers-Live.
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giovedì, 03 gennaio 2008

Libro Sconsigliato

Lo staff Dell'Eppers-Live è ben lieto di inaugurare la rubrica "Sconsigli ", la rubrica nasce da uno spunto di riflessione : in effetti i consigli sono importanti ma allo stesso modo sono importanti gli "Sconsigli "....insomma le cose da evitare.

Inauguriamo questa rubrica con lo sconsiglio di leggere un libro :


Harry Potter e il Principe Mezzosangue.

Di J.K.Rowling.


        

In sintesi :

Sesto appuntamento con la saga che ha appassionato bambini, ragazzi e lettori di tutte le età. Harry Potter è solo, sconvolto e preoccupato. Il suo amato padrino Sirius Black è morto, e le parole di Albus Silente sulla profezia gli confermano che lo scontro con Lord Voldemort è ormai inevitabile. Niente è più come prima: l'ultimo legame con la sua famiglia è troncato, perfino Hogwarts non è più la dimora accogliente dei primi anni, mentre Voldemort è più forte, crudele e disumano che mai. Harry stesso sa di essere cambiato. La frustrazione e il senso di impotenza dei quindici anni hanno ceduto il posto a una fermezza e a una determinazione diverse, più adulte. Ma quali sconvolgenti imprese lo attenderanno quest'anno?.

Perchè sconsigliato :

Avendo letto tutti gli altri capitoli della saga non mi sono risparmiato la lettura di questo sesto capitolo, con una certa curiosità, dovuta sopratutto alle anticipazioni che lasciavano presumere un libro ricco di colpi di scena....con questi presupposti ho iniziato la lettura.....


Fin dalle prime pagine la lettura risulta scorrevole e non dispiace la facilità con cui si passa di pagina in pagina, ma il lettore prosegue spinto dalla curiosità di conoscere quale sarà il "colpo di scena " che l'autrice inglese avrà riservato in questo sesto capitolo della saga, il punto debole del libro risulta proprio su questo, il lettore si ritrova a leggere il confusissimo finale sperando che nelle ultime (e sempre più poche pagine) ci sia questo sperato "colpo di scena " che alla fine delude per profondità, interesse e coerenza letteraria.

Insomma mi sono ritrovato a finire il libro e a ripercorrere la trama alla ricerca di un "qualcosa ", che non c'è, la trama è piatta e sembra un continuo affumicare il lettore con riferimenti, piccole ed inutili scoperte, che mi hanno infastidito parecchio.


Mi sono ritrovato a pensare con orrore alla possibile (sicura) trasposizione cinematografica.

In definitiva credo che questa volta la Rowling abbia montato un libro con la sicurezza delle vendite dovute ad un fenomeno che in questo libro smarrisce completamente il suo carisma e tutte le doti che avevano fatto la fama del maghetto occhialuto.

Giudizio :

Assolutamente da evitare tranne per i veri appassionati; Di buono il libro ha solo l'operazione commerciale che dopo il successo del primo libro si ripete ad ogni uscita....ma questa volta il successo è davvero totalmente immeritato.

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categoria: harry potter, live, libro, servizio, consiglio, eppers


martedì, 01 gennaio 2008

Album Consigliato

Oggi lo staff dell'Eppers-Live consiglia l'ascolto di un album :

Marbles
dei Marillion

Album uscito nel 2004 a 3 anni di distanza dall'ultimo lavoro"Anoraknophobia" Album che non riscosse particolare successo.
Marbles, ovvero un affresco fatto di luci soffuse e dolci, calde e tristemente coinvolgenti, realizzate da artisti con grande professionalità.
Il disco scende in campo, giocando la carta di un concept (articolato in due dischi, per chi ha avuto la lungimiranza di acquistare la Double CD Retail Edition) che per complessità strutturale, richiami e rimandi interni, oscurità e insieme luminosa poesia, pur essendo ogni canzone godibile di per se stessa, anche se isolata dal suo intricato contesto.

Il fatto è che ci sono ricordi che, durante una vita, possono non lasciarci mai, far parte di ciò che siamo e restare con noi, a seconda di quel che la nostra umana sensibilità ci consente di farne, sotto forma di piaga mai guarita o di Memoria che porti Saggezza... e questo è quello che Hogarth ci racconta con le sue biglie, con il ricordo di quell'ultima biglia che ancora oggi cerca - nella musica, nella sua testa, tra le onde e le tempeste degli oceani e il sorriso dell'"old man" di "Don't Hurt Yourself" - alle soglie del suo quarantaciquesimo compleanno. Se pensate, però, di aver già sentito narrare questa storia... be', vuol dire che non avete ancora ascoltato questo disco.

La sequenza dei brani e’ perfetta, l’atmosfera e’ omogenea. Il coinvolgimento e’ totale, con i punti piu’ alti toccati in The Invisibile Man, Neverland, Drilling Holes e soprattutto in Ocean Cloud (18 minuti di stilettate al cuore) dove piu’ si sente l’influenza floydiana che ancora una volta conferma come il progressive abbia molteplici radici ma un unico sentimento.Vanno ascoltati con attenzione i fraseggi delle tastiere e delle chitarre, nulla di tecnicamente sconvolgente ma assolutamente sublime per la semplice necessaria precisione con cui sono realizzati. La perfetta voce Steve Hogarth la fa ovviamente da padrona sostenuta da tutto il resto del gruppo, raccolto e amalgamato splendidamente.


Come poi accade da circa un quindicennio a questa parte, inoltre, i testi e la voce di Hogarth sono un'emorragia di emozioni, di tensioni, di immagini che restano impresse sulla retina dell'anima senza possibilità di scampo, nemmeno si trattasse di un libro avvincente, così come le melodie di ognuna (nessuna esclusa!) delle tracce dell'album, che scivolano sulle pareti del cranio con lo stesso dolce, irregolare ticchettìo di un sacchetto di biglie rovesciato sul pavimento.
E allora, tutto ciò che sentiamo di poter dire è: chiudete gli occhi, e fatevi trascinare, quindi, dalla storia di queste palline perdute.

                  

Tracklist :

Disco1
01. The Invisible Man
02. Marbles I
03. Genie
04. Fantastic Place
05. The Only Unforgivable Thing
06. Marbles II
07. Ocean Cloud

Disco2
08. Marbles III
09. The Damage
10. Don't Hurt Yourself
11. You're Gone
12. Angelina
13. Drilling Holes
14. Marbles IV
15. Neverland       
          
Buon ascolto....attendiamo commenti.

Anteprima:


Lo staff dell'Eppers-Live.
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sabato, 29 dicembre 2007

Gioco consigliato

Oggi lo staff dell'Eppers-Live consiglia un Gioco per Pc :

Fahrenheit

                         

Genere: Avventura
Produttore: Atari
Sviluppatore: Quantic Dream
Distributore: Atari
Versione: Pal
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
Anno: 2005

Fahrenheit potrebbe essere definito come il tentativo di unificare l’approccio cinematografico e il videogioco, creando una fiction interattiva dove il giocatore diviene una sorta di regista, controllandone l’azione, le conversazioni e gli stati d’animo. Un’esperienza di gioco che ci apre gli occhi verso un genere, la narrazione interattiva, che ha grande potenzialità se sviluppata bene.



New York 2009, una morsa di ghiaccio e gelo si stringe sulla città, mentre una nebbia densa e lattiginosa sfuma la silhouette di anonimi palazzi. In una di quelle sere in cui sarebbe meglio non uscire di casa, Lucas Kane incontra il suo destino nella toilette di una tavola calda. Qualcosa non va, chiuso nel separè e in preda a forti spasmi sta martoriando i suoi stessi avambracci con un coltello e, quando uno sconosciuto si avvicina inconsapevole all’orinatoio, lui si alza barcollando, ed in piena trance si avventa sul malcapitato.

     ..........Tre precise pugnalate al cuore e poi il silenzio..........

Improvvisamente la nebbia nella sua mente si dirada e lo sgomento di trovarsi carponi sul cadavere di un uomo stringendo un coltello insanguinato, si trasforma in consapevolezza: l’assassino è lui, SIAMO NOI, unica speranza la fuga. Ma Lucas Kane non è un sicario, è un normale cittadino o meglio… lo era....
Qui inizia l'avventura del giocatore in Fahrenheit....

Da qui in poi saranno presenti numerosi colpi di scena che si susseguono in un formidabile intreccio di storie secondarie, proprio come accade nei migliori film thriller. È inutile dire come l’immersione sia fondamentale, giocare distrattamente equivale a non giocarlo affatto, perdendone il fascino e l’empatia che si crea tra noi ed i tre personaggi, ai quali ci leghiamo emotivamente provandone quasi lo stato emozionale.

Spesso per uscire da un intoppo potrete sbrigarvela come meglio riteniate giusto, ricordando, però, che le conseguenze non saranno mai le stesse neanche dal punto di vista dello stato d'animo del personaggio che, indicato da una barra laterale, aumenterà o diminuirà portando il nostro alter ego dalla completa lucidità alla completa agitazione con conseguente diminuzione dei tempi di reazione e al tempo per interagire con gli altri personaggi.
Sembra strano che in un'avventura grafica si parli di azione e di tempi per porre delle domande, ma queste risultano essere altre due innovazioni che hanno reso questo gioco unico nel suo genere.
Per quanto riguarda l'azione, infatti, bisogna sapere che in Fahrenheit dovremo mettere a dura prova i nostri riflessi quando, durante alcune sequenze, compariranno sul monitor due cerchi divisi in quattro colori e noi dovremo utilizzare le freccette e il Num Pad seguendo le direzioni che i colori ci imporranno, permettendo così ai nostri eroi di scappare o schivare un colpo
Oltre a ciò dovremo superare delle prove in cui alternare la pressione del tasto freccia sinistro e del tasto freccia destro il più velocemente possibile per permettere il compimento di uno sforzo fisico al personaggio oppure alternare sempre i precedenti due tasti (questa volta con oculatezza, però) per mantenere un cursore al centro di una barra e permettere così ai personaggi di mantenere l'equilibrio fisico o la calma in una situazione particolarmente tesa.
         
Tecnicamente parlando Fahrenheit presenta un comparto grafico non al passo con i tempi. La cura riposta nel taglio cinematografico e nei tanti filmati è stata tanta, mentre i personaggi sono stati trascurati, presentandosi fin troppo squadrati. Le espressioni facciali sono invece riprodotte degnamente rendendo alla perfezione lo stato d’animo. Le ambientazioni sono spigolose e povere di particolari pur restando in ogni caso d’impatto.
Eccellente il sonoro con bellissime musiche di grande spessore e ogni effetto sonoro crea un’atmosfera unica, sottolineando il ritmo dell’azione. Il doppiaggio in italiano è di buon livello e le voci sembrano adattarsi bene ai vari personaggi.

Divertente, appassionate, emozionante, piacevole e ricco di novità queste sono le parole che meglio lo descrivono anche se ne basterebbe solo una: bellissimo.Lo consiglio a tutti, assolutamente da non perdere.

Lo staff dell'Eppers-Live.
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